Il 15 ottobre in tutto il mondo centinaia di piazze gridavano no al capitalismo. Un sistema in cui a fronte di una minoranza che si arricchisce il resto della popolazione mondiale è costretta a vivere nella povertà, nell'ingiustizia e nello sfruttamento!
Un sistema malato in cui si susseguono, ciclicamente, fasi espansive e recessive, le cui crisi periodiche, strutturali e prevedibili si traducono da sempre nella storia del capitalismo in un abbassamento dei diritti e nella repressione del dissenso; perché uno solo è l'obiettivo della classe capitalista nel suo complesso: massimizzare il profitto. Il che va inevitabilmente a scapito della reale costruzione del benessere collettivo. Al contrario, crediamo che proprio quest'ultimo debba essere l'unico vero obiettivo in un mondo in cui la democrazia non sia solo un mero strumento al servizio di lobby di potenti.
Quando 3 anni fa durante l'onda gridavamo: 'noi la crisi non la paghiamo' si intendeva appunto che la crisi deve essere pagata da chi l'ha prodotta. Le banche e gli speculatori! E proprio gli stessi soggetti economici e politici che si sono preoccupati di mandare avanti questo sistema, fatto di privatizzazioni e crescente precarietà del lavoro e della vita stessa, sono quelli che ci vengono propinati dall'Europa e accolti dalla politica italiana come risolutori del problema. Personaggi che fingono di non conoscerne le radici e ci dicono che la situazione attuale è solo un'emergenza.
Nascondendosi dietro lo stato di emergenza, le politiche europee impongono tagli, abolizione dello stato sociale, erosione dei diritti (come l'art.18) e privatizzazioni. Una macelleria sociale. Questo cambio di governo, questo governo tecnico-istituzionale, serve proprio a fare una serie di manovre dettate dalla BCE e dalle banche. Tutto questo, ci dicono, per pagare il debito, un debito frutto ed espressione massima del sistema capitalista, un debito che non può essere ripagato perché realmente non esistono i soldi per ripagarlo e perché autoalimentato dalla contrazione continua di altro debito per ripagare quello precedente. In pratica come aggiungere acqua a uno scolapasta cercando di riempirlo. Il nostro debito pubblico, di oltre 1900 miliardi, è per circa il 50% in mano alle banche (italiane e estere) che speculano sul nostro debito giocando sul rendimento dei buoni bot e btp. In nome del risanamento vengono giustificate manovre di tagli e privatizzazioni, i cui proventi non basteranno a risanare il debito perché come detto si autoalimenta.
Dopo il picco di 570 punti del differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e tedeschi, lo spread, la politica economica italiana ha accettato i diktat europei e questo si esprime chiaramente nella figura di Mario Monti, ex consulente Goldman Sachs nonché membro del consiglio direttivo del gruppo Bilderberg, che dichiara di voler proseguire nella stessa direzione delle riforme firmate da Gelmini e Marchionne. In questo contesto la privatizzazione dell'università è stata uno dei primi colpi allo stato sociale in Italia. Un attacco all'università con una riforma figlia di questo sistema neoliberista fuori controllo e ormai al collasso. E noi studenti ci troviamo alla vigilia di una data internazionale presente da anni nell'agenda politica internazionale: il 17 novembre, giornata internazionale dello studente. Noi crediamo che il ruolo degli studenti in questo momento sia di rilanciare la giornata di mobilitazione in un contesto più ampio rispetto a quello solo studentesco. Questa giornata di mobilitazione deve saper parlare anche alle altri componenti sociali, deve gridare che la riforma dell'università, la cancellazione dell'articolo 18, l'attacco ai territori e la privatizzazione dei beni comuni e le politiche securitarie rientrano nello stesso disegno.
Quindi riteniamo che l'obiettivo politico di quella giornata sia esprimere la contrarietà sia al governo delle banche, quello di Monti, appoggiato anche dalla sinistra parlamentare, sia a quello corrotto e mafioso di Berlusconi. E quale miglior luogo dei palazzi del potere per esprimere il nostro dissenso?! Per questo il corteo del 17 novembre ha l'obiettivo di raggiungere il Senato visto che in quel giorno lì si voterà la fiducia al neogoverno Monti, disobbedendo all'ordinanza di alemanno che risponde alla politica di repressione del dissenso operata dalle classi dominanti.
No alla macelleria sociale e al governo delle banche,no alle politiche repressive fasciste, per dire che un altro sistema è possibile!
Corteo giovedì 17 novembre
appuntamento a ingegneria San Pietro in Vincoli ore 8,30
per raggiungere il concentramento a piazzale Aldo Moro delle 9,30
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Per discutere della manifestazione del 15 ottobre,giornata mondiale di mobilitazione ci vediamo
venerdì 14 ottobre alle 17:00 in aula 2 (via Eudossiana)
Partecipa, condividi e invita i tuoi amici all'evento su FB!
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Sabato 15 ottobre ore 13:00 al chiostro di San Pietro in Vincoli
Contro la crisi delle banche e dei grandi oligopoli. Contro l'1% della popolazione che detiene gran parte delle ricchezze mondiali. Noi, il restante 99%, scendiamo in piazza per chiedere una vita dignitosa e uno stato sociale che tuteli i diritti fondamentali dell'uomo, quali il diritto alla salute, all'istruzione e al lavoro.
In nome di una vera democrazia allargata e partecipata...
PEOPLE OF THE WORLD, RISE UP!!!
Partecipa, condividi e invita i tuoi amici all'evento su FB!
Comunicato di adesione alla manifestazione del collettivo.
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Lunedì 10 Ottobre 2011 22:06 |
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La crisi c'è, si vede!
Dopo i tagli all'università e una riforma che affossa il diritto allo studio, arrivano a sentirsi gli effetti dei tagli indiscriminati alla spesa pubblica e allo stato sociale.
BCE (Banca Centrale Europea), FMI (Fondo Monetario Internazionale) e UE (Unione Europea), in un contesto neoliberista ormai incontrollabile, vogliono imporre ai popoli europei le loro politiche di austerity, facendo ripagare il debito contratto dagli Stati verso banche e speculatori nel corso degli ultimi decenni cancellando i diritti, abbassando le retribuzioni e, più in generale, sostituendosi ai governi che accettano di essere relegati allo status di semplici esecutori delle decisioni di Bruxelles. Le politiche così perpetrate dagli stati burattini non vanno nella direzione di un reale superamento della crisi, ma si limitano semplicemente a 'mettere delle toppe', varando manovre economiche dai tagli al welfare indiscriminati, inutili a risanare un sistema capitalista malato che non vede nel reale benessere di tutta la popolazione il proprio scopo.
L'ultima manovra economica varata dal governo è la prova materiale per capire quale futuro ci aspetta: precarietà, privatizzazioni con la progressiva cancellazione dei diritti e quindi della democrazia così per come l'abbiamo conosciuta.
Parallelamente all'acuirsi della crisi e allo scontro con i padroni a livello europeo, si sono intensificate le lotte di resistenza e opposizione all'imposizione delle politiche di risanamento del debito. Dagli scioperi greci alle manifestazioni spagnole degli indignados si capisce che è possibile opporsi a partire dalla partecipazione diretta di chi queste politiche le subisce sulla propria pelle.
Nel nostro piccolo, noi del collettivo di ingegneria insieme al resto degli studenti italiani, già dall'anno scorso ci siamo mobilitati per cercare di fermare l'approvazione del ddl Gelmini ed evitare così la privatizzazione dell'università pubblica. Oggi questo processo di privatizzazione e cancellazione dei diritti è esteso a tutti gli altri aspetti della nostra società: sanità, mobilità e trasporti, pensioni, contratti di lavoro, ecc...
Siamo convinti che solo una mobilitazione dal basso dei vari soggetti sociali (studenti, lavoratori, ecc..) che pagano e pagheranno sempre più i costi di questa crisi strutturale del sistema, potrà cambiare lo stato delle cose al fine di immaginare una via di uscita che porti verso un mondo più giusto, democratico e degno.
Una mobilitazione che in altri paesi dell'Unione Europea è iniziata mesi fa, e che nel caso spagnolo ha portato alle elezioni anticipate e alla partecipazione popolare di migliaia di persone. Quelle persone hanno capito che l'unica vera via d'uscita a questa crisi è scendere nelle strade a protestare energicamente per costringere i governi a ubbidire finalmente ai popoli, a ribadire che
QUESTA CRISI NON L' ABBIAMO CAUSATA E NON DOBBIAMO PAGARLA NOI!
Quelle persone che in Spagna si sono chiamate "Indignados" parlano oggi a tutta l'Europa e al resto del mondo lanciando un appello internazionale per una grande giornata di resistenza distribuita nelle capitali di tutto il mondo.
Contro l'1% della popolazione mondiale che detiene le ricchezze del restante 99%:
il 15 ottobre scendiamo tutti in piazza per dire BASTA!
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Lunedì 10 Ottobre 2011 21:45 |
Sono passati vent'anni da quando il vecchio collettivo di ingegneria ha occupato l'aula 2 per farne uno spazio autogestito di discussione e prassi politica.
Questo ha consentito negli anni di mantenere alta la soglia di attenzione, garantendo l'esistenza di uno 'spazio liberato' in cui, tramite discussioni orizzontali, si cerca di capire gli scenari presenti e futuri all'interno dell'università, e a difesa del diritto allo studio. Inoltre, in momenti di crisi come quello presente, è fondamentale superare il senso di disorientamento, dotandosi di strumenti di analisi, al fine di sviluppare senso critico autonomo. Il collettivo di ingegneria si riunisce con l'obiettivo di approfondire i processi che regolano le dinamiche del mondo in cui viviamo, cercando di trarre una sintesi il più possibile condivisa per poi agire negli interessi di chi si trova catapultato, senza saperne nemmeno il perché, in una situazione così precaria da arrivare a credere che l' alternativa migliore sia infilare sotto terra la propria testa.
Ripartendo dal senso di coesione che la facoltà ha saputo dimostrare durante le mobilitazioni di questi anni, crediamo sia necessario dare un senso di continuità e lanciare un messaggio forte a tutt* gli/le student* : in questo momento di transizione e difficoltà è importante capire che organizzazione e determinazione sono i nostri punti di forza.
Il collettivo si riunisce in aula 2 ogni mercoledi alle 17.30
Iscriviti e invita i tuoi amici al gruppo su FB!
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